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Il miele di Stachys
Giorgio Poeta è un ragazzo marchigiano di 28 anni.

 

Quando è nata la tua azienda? 

L’azienda è nata dieci anni fa, quando avevo 18 anni. Quando ho finito le superiori sono entrato a far parte dell’azienda di famiglia e ne ho creata una a nome mio. Mio padre mi aveva regalato due cassette di api e mi sono affezionato all’apicoltura. Nel frattempo mi sono laureato in Agraria ad Ancona. Facevo avanti e indietro, Fabriano e Ancona, volevo mandare avanti l’azienda. Di anno in anno le api sono aumentate, oggi ho 300 arnie.

 

Quando hai capito che il miele sarebbe diventato un lavoro?

Nel 2009, quando sono riuscito a fare un miele molto raro, il miele di Stachys. Da quel momento ho capito che le scelte che stavo facendo erano giuste. Era iniziato tutto per gioco, ma i miei primi clienti mi hanno dato fiducia e ho capito che ce l’avrei potuta fare. Poi mettici un po’ di fortuna, un po’ di impegno, e sono arrivato fin qui.

 

Com’è messo il mercato del miele?

Questo prodotto non basta mai, è così, ho la scrivania piena di ordini e spesso non riesco nemmeno a evaderli. I numeri vanno bene, non sono enormi, ma sono in crescita. Quest’anno sono raddoppiati. Sono sempre in giro, presento i miei prodotti, e non posso lamentarmi.

 

Quanto è importante l’innovazione nel settore agricolo?

È tutto, è il 100%. Se noi piccoli produttori non ci differenziassimo dagli altri resteremmo dei vasetti su uno scaffale, e nessuno ci darebbe credibilità. Credo che innovare significhi metterci la faccia e distinguersi dagli altri. Innovazione non è sinonimo di qualità, non sempre, ma se il tuo prodotto vale, il successo è possibile. L’importante non è essere un produttore di miele, ma diventare il produttore del tuo miele. Essere riconosciuti è fondamentale.

 

Consigli da dare ad aspiranti apicoltori?

Sono convinto che l’agricoltura sia il punto più alto dell’imprenditoria. Le conoscenze che ci vogliono per fare l’imprenditore agricolo sono enormi, la gente pensa che per fare agricoltura basti piantare due semi, ma non è così. Lavoro nel campo agricolo da quando avevo 14 anni e ti posso dire che il lavoro non è mai facile. In azienda mi occupo di tutto, dalla produzione, all’etichettatura, alla commercializzazione. L’agricoltura è l’unica cosa che ci è rimasta, ma per farla bisogna essere preparati. Di improvvisatori in agricoltura ce ne sono tanti ma non è quello di cui il settore ha bisogno. Farlo, sì, ma farlo bene, questo sì.

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